Abbiamo aperto questo Crémant e nel giro di pochi secondi ci siamo fermati.Letteralmente: come se qualcosa ci avesse tirati indietro sulla sedia. Nel bicchiere abbiamo riconosciuto subito dei segnali familiari — quelle di un grande Champagne: freschezza, acidità, tensione, energia.Un naso libero, aperto, vivo. Nasce in un angolo alto del Languedoc, da 2.229 bottiglie soltanto, prodotte con le migliori parcelle di Pinot Nero, Chardonnay e Chenin. Vinificazione senza solfiti aggiunti, né in fermentazione né in presa di spuma. Pressatura soffice, fermentazione spontanea in 3 vecchie botti da 600 litri, poi lunga sosta sui lieviti in bottiglia (15–18 mesi), senza alcun dosaggio. Interessante il confronto tra annate:nel 2022, come ci ha raccontato Julia, l’assenza di solforosa ha permesso lo svolgimento della malolattica → vino più caldo, più morbido.Nel 2023 invece no malolattica: il risultato è una tensione molto più marcata, un profilo teso, verticale, estremamente fresco e intenso. Una bolla senza artifici, che non cerca di imitare niente — ma che, a tratti, ti fa pensare a tutto.