di Alessandra Forte Il ms. Additional 19587 della British Library di Londra, volume di rara eleganza, tramanda il testo della Commedia di Dante, interessato da poche annotazioni sparse marginali e interlineari. Membranaceo, vergato in littera textualis, è generalmente ascritto alla seconda metà del Trecento, con qualche proposta di restringimento della datazione al settimo decennio del secolo. Il manoscritto, riccamente illustrato, vanta un cospicuo numero di miniature, distribuite, una striscia narrativa per canto, dal primo dell’Inferno (c. 2r) all’ultimo del Purgatorio (cc. 115r/118r), e unanimemente ricondotte alla vivace produzione artistica della Napoli angioina della seconda metà del Trecento. Alla luce della sontuosità del libro, della qualità elevata delle miniature e di una serie significativa di consonanze stilistiche e iconografiche con altri lussuosi prodotti librari allestiti o gravitanti negli ambienti angioini a partire dalla metà del secolo XIV, per il Dante Additional è possibile ipotizzare una commissione reale o comunque riconducibile a qualche personalità di rilievo, vicina alla corte di Giovanna I d’Angiò.