Siamo abituati a pensare al Jurançon come un vino dolce, ma è nella versione secca che questa denominazione rivela tutta la sua profondità e carattere. Esberit ne è la prova: un bianco secco che ha tutto — energia, materia, eleganza. Prodotto da Jean-Pierre Proharam con 80% Petit Manseng e 20% Petit Courbu, fermentato e affinato in legno senza trucchi né scorciatoie (niente chimica, solo un tocco di solforosa in bottiglia), questo vino sprigiona note di pera, frutta gialla matura, mela cotta e ananas caramellato. Ma è al sorso che fa il salto: grande struttura, acidità vibrante, profondità e persistenza da grande vino. Il nome “Esberit” significa “vivace” in dialetto locale — e vivace lo è davvero, ma con uno spessore che conquista. Da solo è splendido, ma provatelo con delle ostriche: è un abbinamento talmente corretto che sembra scritto nel destino. Provare per credere.