Cuvée realizzata in esclusiva per Indigeni, da parcelle selezionate tra Isère e Savoia.Non riuscendo a scegliere tra le due regioni, abbiamo deciso di unire l’essenza di entrambe: vigneti che si guardano, separati solo da un confine (invisibile), ma accomunati dallo stesso spirito alpino. È la prima vendemmia dedicata a questa nostra interpretazione di Jacquère, un vitigno che qui assume un volto nuovo, più profondo e materico. Fermentazione spontanea e affinamento di 24 mesi in due barrique: una nuova in legno d’acacia e una esausta, con una piccola parte in rovere.Un assemblaggio volutamente calibrato per dare equilibrio tra tensione, ampiezza e volume. Abbiamo dovuto aspettare due anni prima che il vino trovasse la sua armonia: il tempo è stato l’ingrediente decisivo per completare questa Jacquère fuori dagli schemi. Rispetto alla tradizione savoiarda — che privilegia profili più tesi e acidi — questa cuvée si muove su un registro più ampio, gastronomico, floreale e territoriale, con una struttura sottile e una tensione perfettamente integrata. Un vino preciso, autentico e profondamente nostro. Noi siamo impazziti all'assaggio. Occhio che abbiamo solo 300 bottiglie all'anno.