Questa raccolta di Martha Canfield dimostra ancora una volta che la poesia è l'istanza più alta di cui l'uomo possa servirsi per vincere il tempo e le sue gravi astuzie, per situarsi nel posto giusto dell'universo, dove tutto quello che ci circonda è incidentale e passeggero. Ma, nello stesso tempo, questa poesia annuncia e definisce la presenza, sempre viva e tangibile, delle forze naturali che ci accompagnano nel nostro transito sulla terra. Nel nominarle Martha Canfield lo fa con un linguaggio interamente limpido e trasparente, e scarta ogni artifizio letterario, per dare spazio alla metafora soltanto quando essa va più lontano della semplice enunciazione verbale. Voglio ripetere qualcosa che ho detto recentemente e che, a mio giudizio, si addice con perfetta fedeltà alle poesie riunite in questo libro. Ho detto che ogni poesia è in fondo una preghiera. La poesia ci conduce verso quell'altra sponda dove la realtà di ogni giorno ci sorprende nel trasformarsi in un mondo in cui tutto acquista un senso trascendente e s'illumina con un'aura che gli dona una sorta d'eternità dove tutto è salvo.Martha Canfield raggiunge con questi versi, in maniera sorprendentemente efficace, ciò che Odysseas Elytis preconizza per la poesia: "La poesia incomincia laddove l'ultima parola non spetta alla morte... Dobbiamo svuotare la morte di quello con cui l'hanno riempita e portarla verso la trasparenza assoluta".Ecco quello che ottiene Martha Canfield, con una pienezza senza ombra, nelle sue poesie raccolte in Nero cuore dell'alba. Celebriamo con lei questo miracolo. Álvaro Mutis