Rabarbaro rapontico Specie: Rheum rhaponticum L.Famiglia: PoligonaceaeSinonimo: Rheum rhabarbarum GeneralitàIl Rabarbaro rapontico (o Rabarbaro europeo) si trova spesso negli orti familiari o anche come pianta ornamentale; in Francia e Inghilterra viene coltivata come coltura intensiva. Se cerchi dove trovare il rabarbaro per il tuo terreno, questa varietà rustica è la soluzione più affidabile.Si utilizzano i picciolo fogliari carnosi e succulenti dal sapore gradevolmente acidulo per preparare marmellate; i lembi fogliari sono inutilizzabili per l’elevato contenuto di acido ossalico. In liquoreria ed erboristeria viene impiegata la radice dal sapore amaro. Essiccata e ridotta in polvere, viene utilizzata a scopi medicinali (tonico e purgativo). L’attività del rabarbaro rapontico è inferiore a quella del rabarbaro cinese ((Rheum palmatum L.) importato per uso erboristico.Rabarbaro rapontico – Rheum rhaponticum L. (foto http://cal.vet.upenn.edu)Piantine di Rabarbaro rapontico – Rheum rhaponticum L. (foto www.agraria.org) Caratteri botaniciIl Rabarbaro è una pianta erbacea vivace originario dell’Asia Centrale (Urali e Caucaso).Il Rabarbaro forma un robusto rizoma giallo con radici profonde; da questo si sviluppa una rosetta di foglie molto grandi ovali, con margine crenato. Le foglie presentano un picciolo lungo e grosso, cilindrico scanalato, rossastro. Lo stelo fiorale è alto fino a 2 metri; presenta piccoli fiori ermafroditi biancastri riuniti in pannocchia. l’impollinazione è anemofila; il frutto è una nocula, che viene impiegata come seme. Si propaga per seme (in primavera) o per divisione dei rizomi (in autunno-inverno). Coltivazione e Preparati biodinamiciSi distinguono cultivar a picciolo verde e a picciolo rosso.Presenta basse esigenze termiche e si adatta bene a climi freddi e umidi. Resiste alle gelate invernali grazie al rizoma che ricaccia in primavera. E’ poco adatto ai climi caldi e asciutti del Sud, dove prefiorisce ed arresta la crescita. I terreni ideali sono a medio impasto, profondi e freschi, con pH tra 5 e 7, non soggetti a ristagni idrici. Una corretta gestione del suolo permette di ottenere raccolti generosi ogni anno.Prima dell’impianto è necessaria una lavorazione profonda, con distribuzione di letame compostato.Le piantine o le sezioni di rizoma munite di gemme vengono posta a dimora in autunno o all’inizio della primavera a 1,5-2 m tra le file e 1 metro lungo la fila. Le cure colturali si basano sul controllo delle erbe spontanee e sull’innaffiatura che deve essere regolare; in autunno si somministrano preparato 500 e in primavera 500 e 501. Raccolta e conservazioneLa raccolta inizia al secondo anno, asportando a mano i piccioli fogliari privati del lembo. Di solito si lascia sulle piante un terzo delle foglie presenti. I rizomi possono essere raccolti al 3-4° anno, vengono ripuliti dalla terra, tagliati a fette e lasciati essiccare (60-70 quintali ad ettaro di rizomi secchi al termine della coltura). Avversità e parassitiE’ una pianta rustica, soggetta a poche avversità, tra cui gli attacchi fogliari di Phillosticta straminella e Colletotrichum erumpens, e quelli di afidi, facilmente controllabili con utilizzo di macerato d’ortica. Mantenere la pianta in salute richiede davvero poche attenzioni grazie alla sua naturale resistenza.