"Sul filo": quello sottile che separa ricchezza e tensione. Ed è proprio qui che Yann de Agostini trova uno dei suoi equilibri più belli. Devo ammetterlo: sono un grande estimatore della Roussanne, soprattutto quando viene coltivata in alta montagna. È un vitigno che riesce a sviluppare una materia importante senza mai perdere eleganza, accompagnata da un'aromaticità fine, delicata e luminosa che, a mio avviso, non ha nulla da invidiare a grandi bianchi aromatici come il Sauvignon Blanc. In questa cuvée la Roussanne dona volume e profondità, mentre la Clairette porta slancio, energia e verticalità. La vinificazione e l'affinamento in vecchie botti usate accompagnano il vino senza mai coprirne l'identità, lasciando emergere tutta la precisione del frutto e del territorio. Ancora una volta Yann dimostra quanto sia delicata la sua mano in cantina. Il risultato è un bianco alpino capace di unire polpa, materia e freschezza, senza mai risultare pesante. I profumi richiamano erbe di montagna, mela e scorza di agrumi freschi, accompagnati da una sottile mineralità salina che allunga il sorso fino a un finale elegante e persistente. È uno di quei vini che puoi stappare praticamente in ogni occasione: perfetto come aperitivo, straordinario a tavola e capace di regalare grandi soddisfazioni anche con un semplice calice a fine serata. Un vino di grande sostanza, ma sempre attraversato da quella leggerezza e da quella precisione che solo la montagna sa regalare.