IL VITIGNO: Conosciuto anche come Uva di Troia o Troiano, si ritiene che abbia radici storiche legate alla città di Troia nell'Asia Minore importato poi in Puglia dagli antichi Greci. Si narra anche di un'altra ipotesi legata a Diomede, amico di Ulisse, che reduce e vittorioso della guerra di Troia navigò lungo il Mar Adriatico sbarcando sulle rive del fiume Ofanto e portando con sé tralci di vite che diedero vita a questo antico vitigno. Autoctono della Puglia, lo caratterizza un grappolo grande e tozzo, con acino a bacca nera dalla buccia ricca di polifenoli e moderatamente zuccherina. Si differenzia dalle altre varietà Pugliesi a bacca nera per la sua maturazione tardiva. VINIFICAZIONE: Vino ottenuto da vecchie piante di nero di Troia. Dopo un'accurata selezione delle uve e una vendemmia tardiva segue una vinificazione pignola e puntuale nelle sue diverse fasi. La fermentazione avviene in acciaio a temperatura controllata. AFFINAMENTO VINO: A fermentazione ultimata, il vino viene affinato per 6 mesi in botti di rovere francese. ESAME ORGANOLETTICO: Colore rosso intenso con riflessi violacei, consistente, all'olfatto è intenso, persistente e fine, con spiccati sentori di spezie, cacao, caffe e liquirizia. Al gusto piacevolmente fruttato ed equilibrato, con nota significativa tostata. ABBINAMENTO GASTRONOMICO: Carne rossa, formaggi e zuppe. Scatola da 6 o 3 bottiglie da 750ml.